Marco Montemagno afferma “Il lavoro non si cerca il lavoro si attrae”. Sopratutto chi è dipendente di un’azienda e si è sempre sbattuto a cercare lavoro, mandando una marea di curriculum e sostenendo diversi colloqui, può chiedersi: “Ma cosa stai dicendo? Non son mica qua tutti ad aspettare me! E come posso attirare il lavoro?”.

Eppure se ci pensiamo è davvero così: ci sono persone che si fanno in quattro per avere un posto di lavoro, trovandolo dopo parecchio tempo e con condizioni di lavoro pessime (per non parlare del salario), ed altre che non sanno più quali proposte accettare. Come è possibile?

Il trucco suggerito da Montemagno è scegliere un settore su cui specializzarsi e sfornare contenuti per almeno 18 mesi. In questo modo l’autore scrive la sua storia online, rendendosi così appetibile per chi cerca un professionista nel ramo.

Non sto qui a ripetere la lezione di Montemagno (trovi il video in fondo all’articolo); prendo spunto da questo concetto per spiegare come un semplice blog possa essere una bella mano d’aiuto per attrarre lavoro.

Che tipo di lavoro voglio fare? In quale settore mi voglio specializzare?

Non c’è alcun dubbio: fare un lavoro che piace è meglio che puntare solo ad avere lo stipendio. E allora provaci costruendo un sito.

“Cosa voglio fare?” è la prima domanda a cui dare una risposta. È il perno di tutto il progetto, da qui dipenderanno tutte le scelte successive. Voglio lavorare in un’officina di automobili? Faccio un blog sulle automobili, sulle riparazioni, fornisco consigli su come tenere un’auto. Mi sono appena laureato in Economia e sono fresco di tesi? Molto bene, avrò molti contenuti da mettere e non sarò mai senza argomenti dal momento che le leggi in materia di fisco sono sempre in evoluzione. Anche solo dare consigli su come orientarsi con la fatturazione, specie per le partite iva forfettarie che legalmente possono evitare di farsi seguire da un commercialista, soddisfa un bisogno sempre più frequente grazie all’aumentare dei lavoratori autonomi (io, per esempio, ne avrei un gran bisogno).

Sfatiamo un mito: “io non ho nulla da dire di interessante”. Se ci metti passione, ti documenti, ti specializzi per forza puoi essere utile per qualcuno. Magari dai per scontati certi concetti: beh, sappi che per chi è ignorante in materia non è affatto ovvio quello che sai tu, anche la cosa più banale. Ed è proprio questo il target su cui concentrarti perché lì ci sono i tuoi potenziali clienti.

Come strutturo il mio blog? Semplicità è la parola d’ordine.

Se ti trovi nella condizione di dover trovare lavoro la cosa migliore da fare è presentarti, dare dei contenuti e agevolare chi ti vuole contattare.

Anzitutto, una bella pagina “Chi sono” dove ti presenti, parli delle tue esperienze, inerenti all’argomento del sito, trasmettendo entusiasmo e passione è molto importante. “Ok i contenuti ma chi li produce?”: questa domanda nasce spontaneamente in chi legge i tuoi articoli; percepire autorevolezza, competenza e serietà è fondamentale per il lettore, specie se è qualcuno in cerca di un collaboratore.

Se hai un portfolio con diversi lavori fatti, tipo progetti di spazi interni, stanze che hai imbiancato, impianti che hai realizzato, ecc… è il posto giusto per pubblicarlo. Immaginati di dover, per esempio, cambiare le porte di casa: ti fideresti maggiormente di chi presenta alcune sue realizzazioni o di chi spiega solo a parole cosa fa?

Naturalmente ci sarà una sezione blog, in cui pubblicherai gli articoli, in modo categorizzato, che mostreranno al pubblico le tue competenze e che permetteranno, se vuoi, ai lettori di interagire sul sito, favorendoti nel posizionamento sui motori di ricerca.

Valuta l’idea di fare una pagina Contatti con i tuoi recapiti e un form col quale agevolare gli utenti nel lasciare un messaggio.

“Ok, ho chiaro tutto, ma come parto?”

Una volta che hai chiarito come vuoi presentarti e l’argomento di cui parlare è il momento di progettare e costruire la tua vetrina che deve attrarre il lavoro.

Se vuoi catturare l’attenzione è bene conformare il sito ai gusti e alle aspettative dei tuoi potenziali datori di lavoro / clienti / collaboratori; in questo senso è essenziale individuare il tipo di persone a cui vuoi rivolgerti (target).

Facciamo qualche esempio. Se voglio fare il meccanico gestirò un blog sui veicoli. Il veicolo suscita dinamicità e sportività, quindi punterò su un layout la cui grafica dia un senso di movimento, i colori e i font richiameranno il settore dell’auto. Allo stesso tempo tengo presente che chi si occupa di macchine, in genere, non è così smart nelle cose informatiche, o almeno non è tenuto ad esserlo, quindi sarà fondamentale la facilità di navigazione da tutti i dispositivi (sopratutto mobile).

Visto che non è semplice orientarsi in queste scelte, per le persone comuni, il consiglio è di non andare a caso e di affidarsi a un professionista, parlare con lui della propria idea, del target e degli obiettivi, ragionare insieme su come comunicare efficacemente il proprio progetto con un sito.

Il tuo sito sarà ospitato su un server messo a disposizione da un provider (Aruba, Siteground, Serverplan), ecc.; magari, dicendoti questo, ti ho messo in crisi: è normale, non è il tuo lavoro, tuttavia la scelta deve essere accurata e un professionista può assisterti. Avere un servizio hosting all’altezza del proprio progetto è fondamentale per evitare problemi una volta che il sito è online. Per intanto ti dico di escludere gli hosting gratuiti perché hanno diverse limitazioni molto sconvenienti per chi necessita di un sito professionale.

Let’s go!

Ora si parte, cosa fare in concreto?

WordPress: il motore del blog

Per fare un semplice sito, anche e-commerce, puoi utilizzare una piattaforma molto comune: WordPress.

Sul server si installa quello che potremmo chiamare il “motore” del sito: un sistema di gestione dei contenuti che permette di avere delle pagine statiche, degli articoli categorizzati, una libreria di file multimediali per caricare immagini, pdf e tutto il materiale scaricabile, un sistema di costruzione dei menù e tante altre funzionalità molto utili.

Si sceglierà un tema con molta accuratezza perché, di fatto, si decide l’aspetto grafico del sito. Si possono trovare temi gratuiti o a pagamento: per un semplice blog va bene anche uno di quelli gratuiti presenti sul repository di WordPress.

Aggiungiamo altre funzioni installando dei plugin, come Yoast Seo che mette a disposizione degli strumenti per l’ottimizzazione delle pagine per i motori di ricerca, Contact Form 7 per creare i form di contatto, WooCommerce per aggiungere funzionalità di un e-commerce, come la possibilità di inserire prodotti e di categorizzarli, il carrello, la cassa, l’integrazione dei sistemi di pagamento. Ne ho citati alcuni, ma ne esistono tantissimi per fare moltissime cose.

Che contenuti mettere e come strutturarli

Nel web c’è un detto, “Content is King”, il contenuto è re; si, perché è quello che cercano le persone che arrivano a un sito, quindi sarà l’aspetto su cui concentrarsi in modo prioritario.

Per un blog semplice una struttura può essere la seguente:

  • Home, ricapitolazione di tutti i contenuti di un sito, una sorta di sommario;
  • Chi sono, una pagina dove ci si presenta e si spiega la motivazione che si ha per entrare in quel settore;
  • Portfolio, una bella pagina con gallerie che raccolgono immagini sui lavori fatti. Ogni galleria deve avere due righe di spiegazione di quello che viene mostrato;
  • Blog, una raccolta di articoli categorizzati;
  • Contattami, se si vuole essere contattati. Verranno riportati i contatti, ossia i link telefonici, i link per scrivere una mail, il fax, per chi lo usa ancora e altri riferimenti. Inoltre un bel form di contatto, che semplifica la vita a chi vuole scrivere, è un’ottimo modo per assicurarsi i dati necessari del mittente.

Altre pagine, del tutto “staccate” dal resto dei contenuti, sono quelle della Privacy Policy e della Cookie Policy, redatte per avere un sito conforme al GDPR, il regolamento in materia di trattamento dei dati personali. Con un plugin si può creare il banner da far apparire alla prima navigazione sul sito da parte di un utente. Per creare i testi esiste Iubenda, un generatore di privacy policy; altrimenti, visto che si tratta di un blog semplice, si può copiare il testo da una policy fatta su un sito rigorosamente come il nostro (cioè un blog con qualche pagina statica ma nulla di più, nel nostro caso), e cambiare i dati; tuttavia è un metodo generalmente sconsigliato poiché il tuo sito può avere una funzionalità in più o in meno che impatta sulla privacy.

Strutturare il blog

Il blog consiste nella parte più importante perché è quella che raccoglierà i contenuti che mostreranno le tue competenze. Su questi deve esserci la possibilità di commentare da parte dei visitatori perché un singolo post più avrà interazione meglio sarà posizionato sui motori di ricerca.

Ecco alcune linee guida.

Categorizzare i contenuti con criterio

Gli articoli sul sito possono essere suddivisi in “sottoargomenti” chiamati categorie. Ogni articolo può averne una o di più, gerarchiche e non. WordPress prevede le categorie, che costituiscono una tassonomia suddivisibile in sottocategorie, e i tag che non prevedono gerarchia.

Per esempio su un sito di viaggi potranno esserci categorie come Città, Luoghi naturali, Arte; Città, a sua volta, potrebbe avere come sottocategorie Capitali d’Europa, Capitali del mondo, Altre città; Luoghi naturali potrebbe essere suddivisa in Montagna, Mare, Deserto.

Più articoli, anche non facenti parte della stessa categoria, possono essere associati a dei tag; stando sull’esempio dei viaggi prendiamo un articolo che parla di una fontana in centro a una città, quindi sotto alla categoria Città, e un post di un fiume che scorre su una montagna che, quindi, avrà come categoria Montagna. Nel caso in cui entrambi i racconti abbiano a che fare con un personaggio famoso possono avere come tag il nome del personaggio in questione.

Trovare dei contenuti categorizzati è importante per il lettore in quanto gli permette di avere un’idea precisa su cosa viene trattato, inoltre può vedere gli articoli solo di una categoria che gli interessa. Stando al nostro esempio un appassionato di montagna può voler leggere solo gli articoli sulla montagna.

Tuttavia è bene non esagerare con le categorie e coi tag perché, di fatto, vengono considerate dai motori di ricerca come delle pagine aggiuntive da scansionare. Se si considera che dopo un certo tempo il motore di ricerca smette di controllare un determinato sito e passa a un altro, è meglio non dargli troppo materiale da esaminare. Decidi a priori le tue categorie e i tuoi tag e focalizza i tuoi contenuti sugli argomenti che hai scelto in partenza.

Evita altresì di avere uno o due articoli per categoria o per tag; se ciò che vuoi scrivere non rientra perfettamente nelle tue tassonomie puoi farlo rientrare “forzatamente” in qualche categoria oppure ne crei una nuova e le volte successive cerchi di sfornare articoli su questa. I tag non sono fondamentali, quindi puoi anche evitare di associarli all’occorrenza. Naturalmente puoi sempre cambiare l’argomento del post.

Si ai commenti ma con “moderazione”

Abbiamo accennato prima che i commenti sono fondamentali per avere iterazioni sul sito che lo fanno scalare più in alto sui motori di ricerca. Inoltre sono un’ulteriore occasione per mostrare le proprie competenze, danno un’immagine di persona sul pezzo che sa interagire con un pubblico poiché è padrona dell’argomento.

Moderazione non vuol dire limitazione, bensì consiste nella previa approvazione del commento affinché sia pubblico: è fondamentale il proprio controllo sui commenti perché non tutti fanno delle osservazioni opportune, magari insultano l’autore del post o altre persone che hanno commentato; non possono essere assolutamente tollerati questi comportamenti perché ne va dell’immagine del blog. A questo si aggiungono i commenti spam senza senso che, se pubblicati, fanno credere a chi legge che chiunque può entrare sul sito e fare quello che vuole; in questo modo i visitatori sono fortemente frenati nel fornire i dati personali e magari tra questi c’è qualcuno che ha un lavoro da offrirti: un bel danno, no?

Curare bene la scrittura degli articoli

C’è chi sostiene che pur di buttar fuori contenuti si può dare meno peso alla leggibilità di un testo, alla grammatica, all’ortografia, insomma alla qualità di un articolo; niente di più falso!

Chi approda a una pagina web in genere non vuole tanti articoli ma informazioni su quell’argomento; leggerà con cura il testo e se trova certi errori, soprattutto quelli legati alla disattenzione, come quelli ortografici (se non sono causati dalla disattenzione sono ancora più gravi), non vedrà la passione e penserà che sia stato scritto con malavoglia. Ma se si vuole lavorare in quel campo è possibile parlare di un argomento tanto per parlarne? Non è proprio un bel biglietto da visita!

Ogni testo deve essere scorrevole nella lettura, di facile comprensione, esaustivo e suscitare curiosità.

Se si vuole curare bene un articolo bisogna prendersi il giusto tempo; piuttosto posticipiamo la pubblicazione di un paio di giorni ma assicuriamoci la qualità, che nell’ambito professionale è fondamentale, soprattutto se si vuole guadagnare cifre interessanti. Magari l’articolo viene letto un mese o due mesi dopo; in questo caso vale il detto “Il tempo non lo vede nessuno, il lavoro lo vedono tutti”.

L’immagine di anteprima è fondamentale

L’immagine di anteprima è quella che compare nelle pagine di archivio e di ricerca sul sito, nonché sui social quando viene condiviso un post. Ha molta importanza perché introduce l’argomento facendo leva sulle emozioni del lettore, che nascono più velocemente rispetto alla comprensione di una frase.

Non ti è mai capitato di scorrere la bacheca di Facebook e di buttare l’occhio su un link grazie all’immagine che ti è passata davanti per una frazione di secondo? Questo brevissimo lasso di tempo è stato sufficiente per attirarti; un titolo ci mette un po’ di più.

L’immagine scelta deve colpire in modo immediato e deve far capire, a grandi linee, qual è l’argomento.

Sulla scelta delle immagini consiglio di leggere Come scegliere, caricare e ottimizzare le immagini in un sito web.

Evidenzia i concetti chiave

Gli articoli devono parlare in modo conciso ma dettagliato dei vari argomenti. Ci sono alcune brevi frasi o singole parole, che rappresentano i concetti chiave, quelli principali su cui si sviluppa il discorso.

Evidenziarli con un grassetto aiuterà il lettore a focalizzarsi su questi e a comprendere in modo più semplice il testo.

Cura i titoli, rispetta la gerarchia, crea diversi paragrafi

Un testo unico, non diviso in paragrafi e senza sottotitoli, complica la lettura all’utente e non è ottimale per i motori di ricerca.

I titoli e la loro gerarchia hanno un’importanza fondamentale. L’articolo deve avere solo un Titolo 1, quello principale, mentre dentro il testo possono esserci diversi Titolo2, Titolo3, Titolo 4, … I Titolo 2 suddividono il testo in diversi aspetti da trattare ma per ogni aspetto può essere necessario analizzare più fattori, quindi si utilizza Titolo 3 per ogni fattore. È possibile andare ad altri livelli di profondità fino al Titolo 6.

Poniamo un articolo che parla di ortaggi per ogni stagione. Il Titolo 1 può essere “Ortaggi per tutte le stagioni”, i Titolo 2 possono essere “Primavera”, “Estate”, “Autunno”, “Inverno”. Se si vuole descrivere brevemente ogni verdura sotto “Estate” possiamo avere, come Titolo 3, “Basilico”, “Prezzemolo”, “Peperoni”, “Pomodori”.

La lettura è così più comprensibile, aiuta a mettere ordine ai concetti che si stanno spiegando e che qualcun’altro cerca di capire.

Un testo così suddiviso è ottimale anche per i motori di ricerca che, oggi, vedono la pagina come la vedrebbe un lettore e, se la ritengono difficile da consultare, la penalizzeranno nel posizionamento.

Una pratica pessima è quella di utilizzare i paragrafi e stilizzarli graficamente a mo’ di titoli: a differenza di quanto avviene nelle pubblicazioni stampate, nel web ogni contenuto ha un valore semantico, per esempio un titolo ha lo scopo di introdurre ed è più importante di un paragrafo, di una lista o di un semplice blocco generico.

Attenzione alla semantica, controlla il copia e incolla da Word

Prima abbiamo parlato dell’importanza della semantica nei testi pubblicati sui siti.

Quando si scrive un articolo si utilizza Word o Writer di LibreOffice o OpenOffice. Va benissimo perché oltre ad essere strumenti comodi per la scrittura fanno anche un controllo ortografico che non guasta.

Bisogna prestare attenzione, tuttavia, col copia e incolla nell’editor di WordPress. Un esempio lo troviamo col grassetto; in HTML5 si utilizza il tag <strong>, il quale indica un testo in linea che evidenzia dei termini importanti non solo graficamente ma anche dal punto di vista semantico, mentre il vecchio <b>, utilizzato oggi negli editor di testo, è privo di questo significato: quando si scrive il testo in Word o in Writer, lo si copia e lo si incolla nell’editor di WordPress, conviene verificare il codice html generato e i tag che ci sono.

Attenzione ai link

È sicuramente una buona pratica mettere dei link ad altre pagine. Ci sono alcuni accorgimenti da avere:

  • se non è un link importante mettere l’attributo rel=”nofollow”, così non viene considerato dai motori di ricerca. Leggi la mini guida di Google sui link nofollow;
  • noterai che il link appena messo viene aperto in una nuova scheda. Motivo? Punta a un sito diverso dal mio. Se clicchi e la pagina viene aperta nella stessa scheda tu esci dal mio sito e potresti non rientrare più; io ti disincentivo a farlo perché il mio interesse è che tu rimanga e finisci di leggere il mio articolo. Lo stesso accorgimento lo avrai tu.

E ora buon lavoro!

Modestia a parte, mi sembra di averti dato diverse indicazioni su come impostare il tuo sito. Quello che ho scritto è frutto della mia esperienza, non è la guida perfetta.

Se non sai da dove partire spero di averti dato degli spunti; in ogni caso puoi contattarmi per parlare insieme del tuo progetto e di come realizzarlo.

Magari, tu che leggi, gestisci già un blog e hai altri spunti: sentiti libero/a di dare dei suggerimenti ulteriori nei commenti.

E ora guarda il video di Montemagno su come attrarre il lavoro sfruttando l’online.

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