Velocità, semplicità, estetica e posizionamento sono gli aspetti più importanti da curare, ma il contenuto è l’ingrediente piu importante.

Un sito web apre senz’altro molte porte: con un blog, un sito vetrina o un negozio online è possibile arrivare a molte persone a cui interessa quello che facciamo.

Affinché questo avvenga, tuttavia, è necessario costruire un buon sito, che deve avere queste caratteristiche:

  • buona velocità di caricamento;
  • navigazione molto smart;
  • grafica accattivante;
  • buona indicizzazione sui motori di ricerca.

In questo articolo voglio dare alcuni suggerimenti ed evidenziare aspetti da valutare bene quando si vuole fare il passo.

Di cosa vuoi parlare? Quali sono i tuoi obiettivi? Chi è il tuo target?

Nel mondo del web c’è un detto: “Content is king!” (Il contenuto è re!). In questa semplice frase sta l’ingrediente più importate di un sito: il contenuto! Quando un visitatore approda sul tuo sito non cerca, mediamente, la grafica spettacolare, particolari effetti speciali (i quali, peraltro, possono appesantire di molto una pagina): vuole piuttosto l’informazione, il contenuto o il servizio che gli serve.

L’argomento, lo scopo e, di conseguenza, il target del tuo sito, sono gli aspetti determinanti per le decisioni di cui parleremo qui. Il consiglio è quello di prenderti tutto il tempo necessario per meditare in proposito; se non sei bene orientato/a puoi sempre chiedere i consigli di una persona di fiducia, che può essere, ad esempio, un consulente di marketing nel caso di un’attività commerciale.

Scegli l’hosting adeguato

Argomento, obiettivi e target sono fondamentali per la scelta del servizio da acquistare o da prendere gratuitamente.

Il mio consiglio è quello di scegliere un hosting a pagamento poiché spesso quelli gratuiti sono molto limitati; peraltro non vanno presi in considerazione quando lo scopo è commerciale, a prescindere dal fatto che il sito sia e-commerce oppure no. I domini gratuiti sono di terzo livello, a differenza degli altri che sono di secondo; ciò significa che coi domini gratuiti la url del sito è www.miosito.altroservizio.it anziché www.mioservizio.it : questo penalizza il posizionamento sui motori di ricerca.

Ci sono pacchetti per tutte le tasche, si va dai circa 35€ annui fino anche a centinaia di euro mensili; tutto dipende da quello che vuoi in cambio. In particolare vanno considerati:

  • lo spazio che ti serve per caricare le risorse (script e materiale multimediale);
  • il traffico che vuoi ottenere, ossia quanti accessi giornalieri;
  • il supporto tecnico.

In questo articolo non entrerò in dettaglio sulla questione; posso però dire che per un sito piccolo può andare bene un pacchetto economico, mentre per i grandi numeri conviene acquistare qualcosa di livello più alto.

Nei pacchetti economici viene offerto uno spazio su un server condiviso o semi-dedicato; in entrambi i casi il sito sarà ospitato su un server in cui saranno presenti anche altri siti, così non potrai avere il pieno controllo sulla macchina: per qualsiasi problema a riguardo dovrai rivolgerti all’assistenza tecnica.

Nei pacchetti superiori il sito viene ospitato su un server dedicato, quindi la macchina ospita solo il tuo sito; così puoi, per esempio, riavviare il server in caso di blocco in quanto hai il controllo pressoché totale.

Siccome questo argomento può essere incomprensibile per un profano, se non sai orientarti fatti aiutare da un professionista nella scelta del servizio, il quale ascolterà le tue esigenze e, sulla base di queste, saprà indirizzarti in tal senso; potrà anche supportarti nella procedura di registrazione del dominio, se lo desideri.

Https obbligatorio

Il certificato SSL è oggi, di fatto, obbligatorio nei siti web poiché:

  • i dati che vengono scambiati tra client (browser) e il server sono criptati, quindi difficilmente intercettabili;
  • il browser chiede al server di farsi riconoscere con un certificato emesso da un’autorità terza; in questo modo il visitatore sa che sta comunicando direttamente col server e che non ci sia una deviazione verso un altro server,  che permette di carpire i dati sensibili (i così detti attacchi in the middle);
  • dal 2017 Google penalizza i siti sprovvisti del certificato SSL.

Ormai tutti i servizi di hosting lo mettono a disposizione gratuitamente, ad eccezione di alcuni che offrono server dedicati.

Il nome del dominio deve indicare l’argomento

Il dominio è uno spazio all’interno del web ove è caricato un sito. Ci sono domini di primo, secondo e terzo livello.

I domini di primo livello sono .it, .org, .com, .eu, ecc… . Concludono la url, ossia l’indirizzo del sito. All’interno dei domini di primo livello troviamo quelli di secondo livello. Se prendiamo, ad esempio, andrearonchetti.it avremo il dominio di primo it, dentro cui sta il dominio di secondo livello andrearonchetti. Se ci serviamo di un servizio gratuito, come Altervista che è il migliore nel suo genere, avremo un dominio di terzo livello che sta dentro un secondo (come altervista), il quale a sua volta sta in org. Un dominio di secondo livello posiziona meglio nelle ricerche rispetto a uno di terzo.

Fatta questa premessa devi decidere che nome dare al tuo dominio, di secondo o terzo livello che sia. Dato che l’argomento è l’aspetto fondamentale del sito, il nome che sceglierai deve far capire di cosa tratti. Parli di fiori? Fai in modo che la parola “fiori” sia nel nome. Parli di viaggi? Il nome del dominio conterrà la parola “viaggi” o un suo sinonimo. In questo modo se un tuo potenziale visitatore cerca, per esempio, “fiori”, i motori di ricerca troveranno l’attinenza già nel nome del dominio, che è il primo elemento considerato nella ricerca delle pagine web.

Cura bene la progettazione del sito

La qualità di un sito, sotto ogni aspetto, dipende tantissimo dall’impostazione iniziale. È importante partire con il piede giusto e le avere le idee chiare su quello che si vuole. È vero che parliamo di un prodotto pensato per essere modificato ma, una volta reso disponibile agli utenti, fare delle modifiche pesanti può comportare parecchio tempo, problemi tecnici e, in qualche caso, la messa off-line, con conseguenti perdite di visite e conversioni. Ma anche i tempi e i costi della costruzione del sito aumentano se vengono richieste o fatte di persona continue modifiche.

Elementi più rilevanti e sempre presenti nel sito

Anzitutto devi identificare quali sono le parti più importanti e accessibili ovunque; parti dal menù principale dove metterai, per esempio, Home, Chi siamo, Servizi, Blog, Dove siamo, Contatti: queste voci possono avere dei sottomenù. È possibile, inoltre, avere un menù secondario avente voci di importanza minore rispetto a quelle del primario ma che, comunque, devono essere ben visibili.

Altre sezioni presenti ovunque, o quasi, sono footer (parte in fondo a ogni pagina) e sidebar, usata molto nei blog o nei siti e-commerce, dove si trovano menù o altri elementi correlati all’argomento della pagina.

Cura bene il layout: deve essere mobile friendly

Il layout è l’aspetto più impattante del sito. Non solo conferisce l’aspetto estetico ma orienta anche il visitatore nella consultazione.

Dato che ormai la maggior parte degli accessi a internet avviene tramite dispositivi mobile, il layout delle pagine deve adattarsi alle larghezze di tutti gli schermi; in altre parole un visitatore non deve avere la necessità di scorrere in orizzontale per vedere tutta la pagina, al limite scorrerà a destra e sinistra su elementi che non sempre possono restringersi, come le tabelle. È il concetto di mobile-friendly: il non rispetto di questo requisito penalizza fortemente il posizionamento del sito sui motori di ricerca.

A differenza dei prodotti stampati un sito è visualizzato su schermi luminosi che stancano la vista; pertanto è fondamentale non aggravare questi sforzi sostenuti dall’occhio umano puntando su un’impostazione grafica d’impatto ma rilassante. Questo aspetto puoi valutarlo tu a occhio però posso suggerirti alcune regole:

  • usa colori tenui; i colori vivaci stancano maggiormente la vista;
  • il font non deve essere troppo piccolo anche se non hai spazio per grosse dimensioni, altrimenti affaticherai la lettura dei visitatori, specie di quelli aventi problemi di vista;
  • i testi su fondini colorati devono avere un buon contrasto con lo sfondo.

Immagini nitide ma non pesanti

All’inizio abbiamo accennato l’importanza dei tempi di caricamento di un sito: più sono lunghi maggiore è la probabilità che l’utente se ne vada.

All’interno di una pagina web, se esiste un elemento in grado di rallentare il rendering sono le immagini. Ognuna di esse è una risorsa che il browser deve chiedere al server, il quale la deve restituire; dopodiché il browser la elabora affinché sia visibile. Questo procedimento può durare diversi secondi se vi sono immagini di peso notevole. Le immagini ottimizzate per il web non devono superare i 100 KB, ci si può permettere qualcosa in più per quelle che fanno da sfondo a un elemento di grandi dimensioni oppure se devono essere di ottima qualità (per esempio su un sito di fotografia): tuttavia non bisogna esagerare.

Le foto particolarmente pesanti è bene farle caricare “su richiesta”, cioè si mostra una miniatura sulla quale cliccare per vedere la foto a dimensione intera.

Testi leggibili, suddivisi e gerarchizzati

Dal momento che “Il contenuto è re!” i testi sono fondamentali.

Il requisito fondamentale dei testi è la leggibilità, che non consiste soltanto nella lettura scorrevole, sia grammaticalmente che graficamente, ma anche in una suddivisione in blocchi che consenta al lettore di spezzare la lettura in modo ordinato; ciascuno di essi parlerà di un concetto specifico e sarà preceduto da un sottotitolo che abbia un giusto valore gerarchico.

Tutto il testo sarà preceduto da un Titolo 1 (<h1>) a cui seguirà un’introduzione. Poi si comincia ad esprimere i concetti principali con blocchi testuali proceduti da Titolo 2 (<h2>). All’interno di questi possono esserci anche altri blocchi distinti introdotti da Titolo 3 (<h3>). Questa nidificazione può arrivare a 6 livelli, che sono già molti.

Oltre a questo, evidenziare poche parole chiave col grassetto aiuta il lettore a mettere il focus sui concetti essenziali.

I blocchi, a loro volta, saranno suddivisi in paragrafi.

Link

I link distinguono, in un certo senso, le pagine web da quelle stampate. È chiaro che in un sito ci devono essere ma, a tal proposito, do un consiglio.

Generalmente i link devono essere aperti nella stessa scheda con cui si sta già navigando. Tuttavia, se la destinazione è una pagina di un altro sito, il visitatore cliccandoci esce dal nostro e potrebbe non tornare più, specie quando non ha molta confidenza col browser e non sa come tornare indietro. Per evitare questo spiacevole inconveniente basterà fare in modo che il link sia aperto in una nuova scheda.

Evitare o limitare al minimo animazioni ed effetti speciali

Da utente ti dico che quando vado su un sito non mi interessano affatto le animazioni e gli effetti speciali: mi preme, invece, che quello che mi serve sia disponibile il prima possibile.

Se una pagina è piena di animazioni sarà più lenta a caricarsi e spazientirà chi vuole vederla.

Per fare una cosa carina è meglio concentrarsi su una grafica accattivante che punti su font, colori, elementi con giuste proporzioni, ecc…

Attenzione alla privacy e ai cookie

Sebbene delle norme in materia vi fossero anche prima, dal 25 Maggio 2018 è entrato in vigore il GDPR, un regolamento avente lo scopo di tutelare la privacy delle persone a 360 gradi, navigazione in internet compresa.

Per essere in regola occorre:

  • avere una Privacy Policy, ossia una pagina che descrive come vengono trattati i dati personali, avente i riferimenti di un responsabile legale e i diritti degli utenti;
  • avere una Cookie Policy consistente in una pagina dove si tratta dei cookie installati sul browser del visitatore, che si distinguono in cookie tecnici e di profilazione. I primi servono solo al buon funzionamento e si distruggono alla chiusura del browser. Gli altri rimangono installati anche dopo poiché servono a raccogliere informazioni sull’utente, utilizzate spesso a scopo di marketing (per esempio quando su un e-commerce vengono suggeriti prodotti correlati ad altri visitati la volta precedente).
    A questo proposito se si usa Analytics è bene accertarsi che sia anonimizzato l’ip se non si vuole cadere nella profilazione.

Questa parte è bene farla redigere da un commercialista o un avvocato; in alternativa esistono servizi come Iubenda che ti creano delle Privacy Policy e delle Cookie Policy dopo averti fatto selezionare le funzionalità che hai nel sito.

Nel sito ci sono tue creazioni? Vietato rubare!

Ogni opera, frutto dell’ingegno umano, è protetta da diritto d’autore, anche qualora non sia esplicitamente dichiarato. Ciònonostante molti non sanno o fanno finta di non sapere, così prendono immagini o copiano testi e li mettono nei propri siti, video o altre creazioni.

Onde evitare problemi specifica, in fondo a ogni pagina, che tutti i diritti sulle tue creazioni (in teoria anche sull’intero sito) sono riservati. In caso di contenzioso nessuno può dire “Non c’era scritto”, “Non lo sapevo”.

In ogni caso, ribadisco, se il tuo sito è già online e ti hanno rubato le creazioni poiché “non lo sapevano”, hai tutto il diritto di rivendicarne la proprietà esclusiva.

Sito e-commerce? Patti chiari e amicizia lunga

Quando si vendono prodotti e/o servizi online bisogna mettere in chiaro le cose fin da subito con i clienti. In questo genere di siti, oltre alla Privacy Policy e alla Cookie Policy, di cui sopra, devono essere presenti almeno altre due pagine:

  • Condizioni di vendita, dove si specificano come si può ordinare i prodotti, i metodi di pagamento consentiti e le spese di spedizione;
  • Diritto di recesso, ove si mettono nero su bianco a quali condizioni è possibile rendere un prodotto difettoso e/o fare un reclamo.

Non dimenticare mai che quando ci sono di mezzo i soldi bisogna avere non due occhi aperti, bensì quattro o forse più.

Se il tuo sito è sviluppato con WordPress…

Avere un sito web costruito con WordPress è indubbiamente una scelta sensata poiché:

  • alla base c’è una piattaforma open-source gestita da una community mondiale che garantisce sicurezza (limitatamente al motore del sito) e usabilità;
  • permette di aggiornare i contenuti senza grandi conoscenze di linguaggi di sviluppo;
  • possiamo trovare funzionalità già pronte per le esigenze più comuni (talvolta anche per quelle più specifiche);
  • favorisce una buona ottimizzazione SEO.

Ovviamente non è mai come un sito completamente personalizzato ma si possono comunque avere delle prestazioni ottimali. Tuttavia, per ridurre al minimo i problemi che si possono verificare do qualche suggerimento.

Hosting ottimizzato

Quando si sta vagliando il servizio di hosting da acquistare occorre considerare subito il fatto che il sito sarà fatto con WordPress.

Dato che, attualmente, con questo CMS sono costruiti quasi la metà di tutti i siti, tutte le società mettono a disposizione pacchetti ottimizzati per WordPress. Se scegli uno di questi avrai a disposizione WordPress già installato; in alternativa dovrai installarlo tu ma avrai a disposizione un programma che ti consente di farlo in modo semplice.

In ogni caso il tuo server sarà debitamente configurato per ospitare il CMS.

Scelta del tema accurata

Una volta che WordPress è installato arriva il momento di scegliere il tema, ossia la struttura che WordPress darà alle tue pagine web. Questa è la scelta più importante perché da questo dipende tutto il funzionamento del sito, oltre che la resa grafica.

Vi sono temi gratuiti e a pagamento. In genere è meglio optare sui secondi ma se sei un semplice blogger puoi anche provare a risparmiare. I temi premium offrono, ovviamente, migliore assistenza tecnica in caso di problemi.

Se sei un neofito/a ti consiglio di consultare il repository di WordPress: troverai temi gratuiti ma che garantiscono una certa sicurezza grazie alla revisione fatta dalla community.

Puoi scegliere un tema su misura in base all’argomento del tuo sito, al fatto che sia responsive o altri criteri. Provare per credere!

Plugin: ok ma con parsimonia

I plugin sono agganciabili a WordPress e aggiungono ulteriori funzionalità a quelle già previste dal CMS e dal tema.

È chiaro che andranno aggiunti; è impossibile che un sito sia già pronto con WordPress e il tema solamente. Tuttavia, anche se all’inizio possono suscitare entusiasmo, non bisogna farsi prendere la mano e installarne troppi: ognuno di questi aggiungerà funzioni da eseguire con il conseguente caricamento più lento e faticoso di ogni pagina da parte del server.

Inoltre, la quasi totalità degli attacchi subiti da siti in WordPress sono arrivati bucando temi ma, sopratutto, plugin: da ciò ne deriva che ogni cosa che viene aggiunta potenzialmente apre una porta agli hacker.

Anche per i plugin vale lo stesso discorso fatto per i temi: vanno preferiti quelli sul repository di WordPress, se è possibile.

Ci sono plugin gratuiti e a pagamento: questi ultimi, talvolta, sono proposti con differenti pacchetti.

Fine dei suggerimenti: ora tocca a te ma puoi chiedere supporto

Questi sono solo alcuni che ti do e che ho imparato nel corso della mia esperienza. Ce ne possono essere altri, ma mi fermo qui.

Se sei un semplice blogger puoi provare a fare tutto in autonomia ma, ricorda, se dovessi avere problemi non esitare a contattarmi per una consulenza. Prima di fare pasticci, da cui poi non sai come uscirne, è meglio “Alzare la mano”. Non voglio sottovalutare le tue capacità, semplicemente se non è il tuo lavoro è meglio che non ti improvvisi così come io, per esempio, chiamo l’imbianchino per imbiancare la casa.

Se invece sei un professionista evita il “Fai da te”, concentrati sul tuo lavoro e investi una cifra per avere un prodotto professionale che ti contraddistingua dalla massa. Contattami per un preventivo.

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