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Sulla digitalizzazione dell’economia e della scietà l’Italia è stata classificata dal Desi (Digital Economy and Society Index) al 25 posto su 28 stati membri dell’UE. Peggio di noi solo Grecia, Bulgaria, Romania. Un voto decisamente pessimo e che dimostra quanto ancora poco siano sfruttate le opportunità del digitale, nonostante che il piano Agenda Digitale, voluto dalla Commissione Europea nel 2010, avrebbe dovuto incentivare l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività.

L’Agenda Digitale italiana

L’Agenda Digitale italiana fu introdotta nel 2012 con obiettivi importanti come la digitalizzazione della gestione di settori strategici come istruzione, sanità, Pubblica Amministrazione, Giustizia, impulso per lo sviluppo della banda larga e ultralarga e la diffusione dell’utilizzo della moneta elettronica.
Per un primo piano attuativo più preciso si dovette attendere il 2015 ma è solo alla fine del 2016 che ne è stata strutturata la governance, che coinvolge diverse figure che vanno dal Presidente del Consiglio fino alle amministrazioni locali. In ogni caso a tutt’oggi non è prevista una data ufficiale in cui il piano sia operativo.

Il rapporto 2016 degli Osservatori del Politecnico di Milano sull’Agenda Digitale fa ben sperare, affermando che il 2017 potrebbe essere l’anno della svolta, grazie anche allo stanziamento di risorse da destinare al piano governativo Crescita digitale.

I principali progetti previsti sono il Sistema pubblico di connettività (la nuova rete della Pubblica Amministrazione), Wi-Fi in tutti gli edifici pubblici, la Sanità digitale, il Sistema Pubblico dell’Identità Principale (SPID) e l’Anagrafe unica. Troviamo anche Italia Login, che renderà facile l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione (con notifiche ricevute su smartphone per scadenze, multe, pagamenti), Smart city e Scuola Digitale. Stando quindi alle parole degli esperti sembra che ci sia spazio per un’Italia più moderna e competitiva, con maggiori opportunità e servizi più accessibili.

La digitalizzazione migliora la vita dei cittadini

Che valga la pena di investire sul digitale lo dimostrano i fatti.
I dati citati nel rapporto dimostrano che i paesi che hanno scommesso di più nel digitale hanno migliorato le loro posizioni nel Social Progress Index, nella Doing Business e nel Corruption Perception Index, indicatori che rispettivamente misurano il progresso sociale (non economico), il grado di competitività e il grado di corruzione di ogni singolo paese.

Le innovazioni non decollano

Non si può negare che in Italia certe novità fatichino a decollare, come lo SPID, adottato oggi solo da 133mila cittadini, pur con la spinta del bonus per i 18enni. L’obiettivo è diffondere, in due anni, l’utilizzo dell’identità digitale in tutti i settori della pubblica amministrazione e di cercare di farlo adottare anche dalle banche e da molte piccole e medie imprese che sfruttano il commercio elettronico. I numeri ci dicono che siamo ben lontani dal traguardo e che non è assicurato il successo di questa innovazione.

Su molte innovazioni della Pubblica Amministrazione, come lo SPID, purtroppo non c’è adeguata informazione. Quanti sanno che esiste un nuovo servizio appena messo in piedi, come ci si aderisce e come funziona? Su questo in generale non se ne parla e chi di dovere non si preoccupa di mettere in piedi campagne informative adeguate. È necessario che i cittadini siano informati tramite, ad esempio, spot televisivi, pagine pubblicitarie sui giornali, post sponsorizzati su Facebook e quant’altro di utile.

L’Italia ce la può fare

Concludo dicendo che l’Italia può innovarsi e stare al passo degli altri paesi europei ma per farlo occorrono tempi certi e più brevi nella stesura e nell’attuazione dei progetti, un’informazione capillare su tutto il territorio nazionale, una buona facilità di utilizzo di ogni servizio e un servizio di assistenza per chi incontra maggiori difficoltà nell’utilizzo delle tecnologie digitali.

 

 

 

Note

Social Progress Index: indice che misura il livello di sviluppo sociale di un certo Paese sulla base di tre fattori: i bisogni primari dell’uomo (in modo da valutare la capacità di un Paese di soddisfarli), l’infrastruttura sociale (per valutare se questa è organizzata in modo da sostenere condizioni di vita migliori), le opportunità per la popolazione di esprimere il proprio potenziale nella società.
www.socialprogressimperative.org/global-index/ Torna

Doing business: rapporto pubblicato dalla Banca mondiale ogni anno che analizza la disciplina normativa e fiscale applicata alle imprese durante il loro intero ciclo di vita: dall’avvio di un’attività, fino all’accesso al credito, il commercio internazionale, il fisco, il registro dei titoli di proprietà, la tutela di chi investe. Sono oltre 180 i Paesi sotto esame.
www.doingbusiness.org Torna

Corruption Perception Index: Indice che misura il grado di corruzione di ogni paese, creato dall’organizzazione Trasparency International.
www.transparency.org/research/cpi/ Torna

SPID: è una piattaforma, gestita da Poste Italiane, Tim e Infocert, che consente di creare un pin digitale unico, col quale accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione. Al momento con SPID è possibile accedere a 114 servizi dell’INPS, 103 dell’INAIL, alcuni della Agenzia delle Entrate. In alcune regioni, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Toscana è possibile pagare tributi, multe e ticket.
Prevede tre livelli di sicurezza differenti, di cui ogni livello è applicato in base al servizio offerto. Per i primi due livelli lo SPID è gratuito fino al 2018.
È possibile richiederlo presso uno degli enti gestori. Torna

www.spid.gov.it
www.webnews.it/speciale/spid-sistema-pubblico-di-identita-digitale/
www.poste.it/landing/PosteID/
www.tim.it/tim-id
identitadigitale.infocert.it/

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